Visualizzazione post con etichetta Illusionismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Illusionismo. Mostra tutti i post

24 gennaio 2011

Creepy Guys (3): Harry Houdini, Magie e Misteri.



Ehrich Weisz  nacque a Budapest il 24 marzo 1874, per poi trasferirsi  con la famiglia negli USA. Iniziata la sua carriera da illusionista e escapologo cambiò nome e divenne  Harry Houdini.
La sua vita si può dividere in due parti distinte:

1)  LA CARRIERA DA ILLUSIONISTA. 



Iniziò la sua carriera nel 1891 come illusionista, ma non riscosse molto successo; ottenne la  celebrità quando divenne escapologo;  ovvero un mago in grado di liberarsi da costrizioni fisiche (camicie di forza, bauli, gabbie, ecc.) e ambientali (stanze cieche, celle ecc.). Houdini è riconosciuto come il massimo esponente di questa branca dell’illusionismo.
Durante le sue prime esibizioni si innamorò della sua assistente Bess Rahner che sposò nel 1893 e che gli rimase accanto durante tutti gli spettacoli della sua vita.
Inizialmente Houdini si applicò ai giochi di carte e alle altre arti di prestigio tradizionali, ma cominciò presto a sperimentare le sue evasioni. La sua grande occasione venne nel 1899, quando incontrò lo showman Martin Beck. Beck, impressionato dal numero di Houdini con le manette, gli consigliò di concentrarsi sulle evasioni.
Nel giro di pochi mesi si esibì nei teatri più rinomati degli Stati Uniti e nel 1900 andò ad esibirsi in Europa. Al suo ritorno negli Stati Uniti, quattro anni dopo, era diventato una leggenda.
Nei primi vent'anni del XX secolo Houdini si esibì con grande successo in tutti gli Stati Uniti. Era capace di liberarsi da manette, catene, corde e camicie di forza, spesso penzolando da una corda o immerso nell'acqua e sotto gli occhi del pubblico.
Nel 1913 presentò quello che per molti è il suo numero più famoso, “La cella della tortura cinese dell'acqua”, in cui rimaneva sospeso a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d'acqua e chiusa a chiave.

I SEGRETI SVELATI:

Svelò alcuni dei suoi trucchi nei libri scritti negli anni venti. Molti lucchetti e molte manette potevano venire aperti solo applicandovi una forza sufficiente in un modo particolare, altri potevano venire aperti con l'aiuto delle stringhe delle scarpe. A volte usava chiavi o bastoncini opportunamente nascosti. Era in grado di fuggire da un barile per il latte riempito d'acqua il cui tappo era legato ad un collare da lui indossato perché il collare poteva essere staccato dall'interno. Quando era legato da corde o da una camicia di forza, riusciva a crearsi uno spazio per muoversi dapprima allargando spalle e torace, poi allontanando appena le braccia dal corpo e quindi disarticolando le spalle. Il suo numero della camicia di forza fu inizialmente eseguito dietro un sipario, da cui lui balzava fuori nuovamente libero, ma poi Houdini scoprì che senza il sipario il pubblico era molto più affascinato dal vederlo lottare per liberarsi.

2) LO SMASCHERATORE DI SPIRITISTI


Pochi conoscono la seconda parte della vita del grande Houdini che, dopo la perdita della madre, dedicò le sue energie a smascherare medium e parapsicologi, già molto diffusi. La preparazione tecnica di Houdini nelle arti della prestidigitazione gli permise di svelare frodi che avevano fino ad allora ingannato molti scienziati e accademici.
Divenne un membro del comitato di Scientific American che offriva un premio in denaro a chiunque avesse saputo dimostrare di possedere capacità soprannaturali. Grazie a lui il premio non fu mai ritirato. A mano a mano che la sua fama di "acchiappafantasmi" cresceva, Houdini iniziò a frequentare sedute spiritiche in incognito, accompagnato da un reporter e da un ufficiale di polizia. La più famosa medium che cercò di smascherare fu Mina Crandon. Houdini seppe riprodurre gli effetti delle sedute della Crandon, ma altri aspetti delle sedute di quest'ultima rimangono controversi. Per esempio, la comparsa della seconda mano 'teleplasmica' di Crandon non è mai stata totalmente spiegabile. Quest'attività costò a Houdini l'inimicizia di Sir Arthur Conan Doyle ,il creatore di Sherlock Holmes. Nonostante Holmes fosse un razionalista che rifiutava il soprannaturale, il suo creatore Doyle era un fervente credente nello spiritismo e si oppose pubblicamente a Houdini, rifiutandosi di credere ai suoi resoconti.

LA LEGGENDA SULLA SUA MORTE:

Qui vorrei aprire una piccola parentesi sulla Leggenda della morte di Houdini, perché molta gente è convinta (io stesso lo ero prima di compiere delle ricerche) che Houdini morì in seguito al numero della “Tortura cinese dell’acqua”. Secondo la leggenda, durante uno dei suoi spettacoli, il mago si immerse nelle vasca sigillata; dopo alcuni minuti l’assistente, vedendo che Houdini non usciva, tolse il velo che copriva la vasca e vide che il mago era privo di sensi. La cassa di vetro fu rotta con una scure, e Houdini fu estratto morente dalla sua stessa magia.
Per tutti quelli che conoscevano questa storia, sappiano che è FALSA!!!   

Purtroppo la vera morte di Houdini fu tutt’altro che eroica e spettacolare, ma non meno affascinante e misteriosa. Nell’ottobre del 1926, uno studente di boxe della McGill University a Montreal andò a trovare Houdini nel suo camerino  e volle mettere alla prova i suoi leggendari addominali dandogli dei pugni - cosa che Houdini normalmente permetteva - ma quella volta, colto di sorpresa, non ebbe il tempo di prepararsi a ricevere i colpi. Morì 2 settimane dopo in seguito a peritonite, esattamente il 31 Ottobre (guarda caso), ma lasciò uno strano lascito all’amata moglie e assistente. Ogni Halloween per i successivi 10 anni dalla sua morte, Houdini avrebbe tentato contattare la moglie dall’aldilà, parlandole in una seduta spiritica con un codice segreto. Nel 1936, dopo un'ultima fallimentare seduta  la moglie si arrese. Tuttavia, il medium Arthur Ford riferì che la comunicazione del "codice Houdini" alla moglie Beatrice sarebbe avvenuta già nel 1928 dopo alcune sedute spiritiche

Nel marzo del 2007, George Hardeen, un pronipote del grande illusionista, ha riportato alla ribalta la tesi della morte per avvelenamento perpetrata presumibilmente da sostenitori dello spiritismo. Per determinare l'effettiva causa della morte Hardeen ha quindi chiesto l'esumazione di Houdini ed ha ingaggiato due famosi medici. Dopo più di 80 anni dalla sua morte, il mistero continua….

-KeepDreamin'-

14 dicembre 2010

Creepy Guys (2) : Nikola Tesla, il genio incompreso


Per la seconda puntata di “Creepy Guys” ho scelto un personaggio che mi ha particolarmente affascinato. Dopo aver visto il film “The Prestige” con Hugh Jackman, ho cercato la biografia di questo grande inventore e ho scoperto che la sua vita nascondeva dei lati oscuri e misteriosi….

Nikola Tesla (1856-1943) era un fisico e inventore serbo, divenne famoso per i grandissimi contributi nel campo dell’elettromagnetismo, tra cui la corrente alternata.


Nei primi anni di vita egli fu spesso malato. Soffriva di una strana malattia per cui gli apparivano davanti agli occhi lampi luminosi accecanti, sovente accompagnati da allucinazioni. Molte di queste visioni erano connesse a parole o idee che aveva in mente… che abbia preso ispirazione da queste visioni per le sue invenzioni??
La svolta nella sua vita si ebbe a partire dal 1884 quando si trasferì in America per cercare fortuna, e da chi fu assunto? Dal grande Thomas Edison che in seguito diverrà il suo più grande rivale. Edison era il fondatore di un’industria che produceva macchinari di vario tipo, grazie alle sue straordinarie attitudini Tesla che lo fecero diventare in poco tempo una pedina importante nelle mani di Edison.
Nel 1919, Tesla scrisse che Edison gli aveva offerto, per progettare il generatore di corrente alternata, l'esorbitante premio di 50 mila dollari (equivalenti a circa 1 milione di dollari attuale). Tesla disse di aver lavorato quasi un anno per riprogettare il motore e il generatore. Quando Tesla chiese del premio, Edison rispose: " lei non capisce il nostro senso dell'umorismo americano", e rifiutò di mantenere la promessa.
Da allora i due scienziato divennero rivali, e iniziò la cosiddetta “guerra delle correnti” in quanto Tesla sosteneva che il futuro sarebbe stato la corrente alternata, mentre Edison puntava su quella continua. Inizialmente per finanziare le sue ricerche fu costretto a fare i lavori più umili, fino a riuscire a fondare una società propria nel 1886, negli anni successi brevettò grandi invenzioni come il motore ad induzione e la bobina di Tesla e studiò gli effetti dei raggi X.

Ora non starò a tediarvi elencando tutte le sue invenzioni ( credetemi è un elenco davvero lungo, ormai l’avrete capito che genio era il vecchio Tesla), preferisco concentrarmi sulle parti più strane della sua vita…


Durante gli esperimenti nel suo laboratorio a Colorado Springs Tesla "registrò" alcune tracce di ciò che credeva fossero segnali radio extraterrestri; ciononostante la comunità scientifica derise apertamente i dati che Tesla aveva raccolto su questi studi.
Prima della Prima Guerra Mondiale, Tesla iniziò a cercare degli investitori d'oltremare che finanziassero le sue ricerche, ormai aveva perso i diritti da gran parte dei suoi brevetti ed era caduto in disgrazia.  Negli anni successivi, lo scienziato iniziò a mostrare evidenti sintomi di disturbo ossessivo-compulsivo; divenne ossessionato dal numero tre: sovente si sentiva costretto a girare attorno ad un palazzo tre volte prima di entrarvi, oppure voleva una pila di dodici tovaglioli ben piegati intorno al suo piatto ad ogni pasto, o altro ancora. La natura dei suoi disturbi era poco conosciuta a quel tempo e non erano disponibili terapie efficaci, perciò i sintomi vennero considerati come prova di una parziale infermità mentale, danneggiando senza dubbio ciò che era rimasto della sua reputazione.
Proprio in quegli anni la sua mente partorì l’idea per un’arma rivoluzionaria: la "teleforce", che fu soprannominata "raggio della pace" o "raggio della morte" (due nomi diametralmente opposti, non trovate?) che era in grado di generare una tremenda forza elettrica . Secondo Tesla, il "raggio della morte" era una "super arma che avrebbe messo fine a tutte le guerre nel mondo". Dopo aver cercato di attirare l'interesse del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti verso la sua invenzione,  lo scienziato propose l'apparecchiatura alle nazioni europee; ma nessuno dei governi si mostrò interessato a firmare un contratto di costruzione dell'arma. Pensate cosa potrebbe succedere se qualche governo dei giorni nostri trovasse quei progetti…



Tesla fece delle ipotesi di come le forze elettriche e magnetiche potessero distorcere, o addirittura modificare, il tempo e lo spazio e sulle procedure attraverso le quali l'uomo potesse controllare tali energie. Queste ricerche lo portarono all'idea di creare un “muro di luce”, manipolando in un certo modo le onde elettromagnetiche. Questo misterioso muro di luce dovrebbe consentire di alterare a piacimento il tempo, lo spazio, la gravità e la materia, e da questo rinacquero una serie di progetti di Tesla che sembrano usciti direttamente dalla fantascienza, come gli aerei antigravità, il teletrasporto, e il viaggio nel tempo.
La più singolare invenzione che Tesla  ipotizzò è “La Macchina per Fotografare il Pensiero”: Egli pensava che un pensiero formatosi nel cervello creasse una corrispondente immagine nella retina, e che l'impulso elettrico di questa trasmissione neurale potesse essere letto e registrato in un dispositivo. L'informazione immagazzinata, poi, potrebbe essere elaborata da un nervo ottico artificiale e visualizzata come immagine in uno schermo.
Un'altra invenzione teorizzata da Tesla è comunemente chiamata “Macchina Volante di Tesla”. Tesla dichiarò che uno degli scopi della sua vita era quello di creare una macchina volante che potesse funzionare senza l'uso di un motore o ali, alettoni, propellenti o di qualsiasi fonte di combustione interna. Inizialmente, Tesla pensò ad un aereo che avrebbe dovuto volare grazie ad un motore elettrico alimentato da un generatore a terra. Con il passare del tempo, ipotizzò che questo aereo potesse muoversi in maniera interamente meccanica. La forma ipotizzata per il velivolo è quella tipica di un sigaro o di una salsiccia. Questo fatto, in seguito, sarà sfruttato dai teorici della cospirazione degli UFO.
Tesla è ulteriormente conosciuto per l'invenzione di una speciale radio chiamata “Teslascopio”, progettata con l'intenzione di comunicare con forme di vita extraterrestre di altri pianeti.

Al momento della sua morte, l'inventore stava continuando a lavorare sul teleforce, Il governo americano cercò senza successo  un prototipo dell'apparecchio nei lascito, ma i suoi scritti vennero classificati come top secret.

é stato un post bello lungo, ma secondo me il personaggio meritava... vi invito sempre a rispondere al sondaggio  sui film più attesi del 2011  in altro a destra, e a proporre nei commenti altri protagonisti per i prossimi episodi di questa rubrica... 

-KeepDreamin'-

11 dicembre 2010

A Short Story (2): "L'uomo"

Ed eccoci alla seconda puntata di questa rubrica dove propongo i miei racconti originali,  questo mi è venuto in mente proprio stamattina mentre mi lavavo i capelli.. non vengono anche a voi le idee più strane sotto la doccia?
Questa volta il racconto si intitola semplicemente :



“L’Uomo”


Robert era sul pullman come ogni giorno; era stata una lunga giornata di lavoro e non vedeva l’ora di tornare a casa. Si sarebbe steso sul divano a guardare la TV e a mangiucchiare qualcosa, per poi sentire se qualche amico aveva voglia di uscire.
Mentre si programmava mentalmente la serata, notò un uomo seduto in fondo: aveva un impermeabile grigio e un cappello anni ’30 sulla testa.
«Ma guarda che tipo - pensò Robert - si crede Al Capone!» E soffocò una risata dietro la mano; ma il sorriso svanì quasi subito, l’uomo lo stava fissando.
Subito distolse lo sguardo scottato. «Non si è accorto di nulla, il pullman è pieno di gente e stava semplicemente guardando a caso nella folla»
Dopo un minuto arrischiò una sbirciata verso l’uomo; si era leggermente abbassato il cappello e non si capiva da che parte stesse guardando. Robert alzò lo sguardo veloce fingendo di leggere un volantino attaccato sul vetro, poi si rigirò di nuovo di spalle.
«Certo che sul pullman s’incontrano sempre dei tipi strani» pensò.
Mancava ancora parecchio a casa sua ma Robert era nervoso perché sapeva che la prossima fermata era quella della stazione. Come aveva previsto tutti si accalcarono verso le uscite.
«Fai che scenda, fai che scenda, fai che scenda» pensava agitato Robert; i suoi occhi scorrevano sui visi delle persone che si affrettavano a scendere per controllare se l’uomo era tra quelle.
L’uomo non scese.
Con angoscia Robert vide che sul pullman erano rimasti solo lui, una vecchina con le borse della spesa e quell’uomo. Si girò di scatto e si diresse verso il posto dietro il guidatore; su qualche giornale aveva letto che è il posto più sicuro.
Dopo qualche minuto il pullman si fermò di nuovo; la vecchina salutò il guidatore e scese, scomparendo nell’oscurità della sera. Robert alzò lo sguardo verso il grosso specchio retrovisore del guidatore. Trattenne a stento un’imprecazione.
L’uomo si era spostato nel posto dietro di lui.
Con una mossa che risultò molto goffa, Robert cercò il pulsante sul palo tentando di non girarsi, poi lo schiacciò con forza: Ding - Fermata prenotata.
Poi si mise davanti alla prima porta, pronto a uscire.
«Non me ne frega, anche se mancano due fermate a casa. Ora scendo e mi allontano il più possibile da quel tizio» pensò Robert. Aveva sentito abbastanza storie di aggressioni sui pullman, da classificare il suo “persecutore” come potenziale serial-killer.
Appena si aprirono le porte, Robert scese e si diresse verso casa con passo veloce. Dopo due isolati, si era rilassato un po’ e stava valutando se passare in edicola a prendere il giornale prima che chiudesse.
Si fermò a guardare le riviste esposte, mentre l’edicolante stava ritirando dei cartelloni pubblicitari. Da dietro l’angolo spuntò l’uomo, Robert lo fissò con gli occhi sbarrati.
Lasciò cadere a terra il giornale e istintivamente si mise a correre, l’edicolante lo guardò stupito.
«Hey lei! Si fermi un attimo!» disse l’uomo alle sue spalle.
«Non ci penso neanche!» rispose Robert e accelerò il passo. Era a soli cinque minuti da casa, poteva farcela; mentre girava a destra, diede uno sguardo e vide che l’uomo lo aveva quasi raggiunto. Era rapidissimo.
Ormai terrorizzato, Robert correva all’impazzata. Arrivato a un incrocio, attraversò col giallo e girandosi vide con soddisfazione che l’uomo era rimasto bloccato dall’altra parte, dietro alla fila di macchine in movimento.
«Che fortuna! È il momento giusto!» pensò speranzoso. Rapidamente s’infilò in un vicolo che sbucava proprio vicino a casa sua. Arrivato al portone, le mani gli tremavano e gli caddero le chiavi a terra.
«Stai calmo dannazione!» si disse da solo.
Riuscì a infilare le chiavi, salì di corsa tre piani di scale e si chiuse subito a chiave in casa.
«Chiamo la polizia? No… mi prenderebbero per paranoico» pensò mentre si asciugava il sudore dalla fronte, era seduto a terra appoggiato alla porta e aveva il fiatone.
Toc Toc.  
Robert s’irrigidì e rimase paralizzato a terra. Non poteva essere lui.
Toc Toc. 
Trovò la forza di alzarsi, forse era un amico venuto a trovarlo. Bastava guardare dallo spioncino per scoprirlo.
«Merda!» gli sfuggi dalla bocca senza che se ne accorgesse. L’uomo era in piedi davanti alla sua porta.
«Signore l’ho sentita, può aprire la porta?» disse l’uomo pacatamente.
«Chi diavolo è lei?» urlò Robert, con l’occhio incollato allo spioncino.
«Sono Alfred Stare, ho una cosa che le appartiene»
«Di che parla? Perché mi stava seguendo?»
«Ho tentato di dirglielo all’edicola, ma lei è scappato come un lampo. Sul pullman le è caduto questo... » disse l’uomo e dalla tasca dell’impermeabile tiro fuori un portafoglio di pelle marrone.
«Che cosa?» pensò Robert, le mani corsero subito alla giacca «È vero il mio non c’è più»
«Lei me l’ha rubato» disse Robert con voce acuta, non poteva fidarsi di quell’uomo sconosciuto.
«Non sia ridicolo, guardi - e aprì il portafoglio in direzione dello spioncino - ci sono tutti i suoi soldi! E poi se l’avessi rubato che senso avrebbe venire a riportarglielo?» disse l’uomo con fare tranquillo.
Robert era confuso, i soldi c’erano tutti e l’uomo sembrava sincero.
Aprì la porta senza levare la catenella di sicurezza.
«E come faceva a sapere dove abito allora?» chiese ancora.
L’uomo si levò il cappello, era un uomo sulla cinquantina con le rughe intono agli occhi che s’incresparono quando sorrise, il suo sguardo ora tutt’altro che spaventoso senza il cappello.
«Mi è bastato guardare sulla carta della biblioteca, c’è scritto l’indirizzo… e al portinaio ho chiesto a che piano abitava» disse l’uomo.
«Oh capisco» disse Robert, era diventato rosso per la vergogna e si sentiva molto stupido «Io pensavo che… Beh, lasciamo perdere è stato davvero molto gentile»
«Si figuri, mi sono sentito in dovere. Ecco il suo portafogli» e allungo la mano verso la fessura della porta.
Subito Robert tolse la catenella e prese il portafogli. Diede una rapida occhiata dentro: non mancava nulla. Aveva preso quel giorno la busta paga e sarebbe stata dura perdere lo stipendio del mese. Provò gratitudine per quell’uomo.
«Cosa posso fare per sdebitarmi?» disse  Robert aspettandosi un “Niente si figuri” come risposta.
«Un bicchiere d’acqua. Sa la corsa è stata lunga… solo un bicchiere d’acqua» disse l’uomo sorridendo.
«Ah ok... certo… si accomodi, glielo porto subito» disse Robert lasciando entrare l’uomo. Si diresse in cucina e prese un bicchiere pulito. Tutta la tensione ora era calata e aveva voglia di ridere.
«Che idiota a pensare che quell’uomo così gentile potesse essere un pazzo serial-killer…» pensava Robert mentre riempiva il bicchiere, poi vide un riflesso sul vetro della credenza. Si voltò di scatto.
In un attimo l’uomo gli fu addosso e con un colpo veloce e preciso gli tagliò la gola.
Robert cadde a terra tentando inutilmente di fermare l’emorragia con le mani, ma era già in un bagno di sangue. Dopo pochi secondi la testa gli scivolò di lato, gli occhi fissi nel vuoto.
L’uomo si rimise il cappello e fissò il corpo ancora caldo di Robert.
«Mai fidarsi degli sconosciuti» disse con una tetra risata.
 Richiuse la porta dietro di sé e se ne andò. 



spero che questo racconto vi sia piaciuto e vi propongo un giochino per la prossima puntata: 
scrivete nei commenti una frase di al massimo due righe, io sceglierò la più interessante e creerò un racconto partendo dal vostro spunto... potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante...

PS. Votate nel sondaggio sui FILM più attesi del 2011, lo trovate proprio qui sulla destra!
-KeepDreamin'-


4 dicembre 2010

Creepy Guys (1) : Rasputin "il Monaco Pazzo"


Dopo: “A Short Story” che ho proposto la volta scorsa ( e a quanto pare è stata apprezzata) , oggi vi presento un’altra rubrica che apparirà spesso sul mio blog: 

“Creepy Guys”

( creepy è il mio aggettivo inglese preferito, letteralmente vuol dire “che fa accapponare la pelle”o "che fa venire i brividi").
In questa rubrica vi presenterò la vita e le opere (non letterarie tranquilli) dei personaggi più strani e misteriosi in cui mi è capitato di imbattermi nel corso dei miei vagabondaggi nel web; saranno tutti personaggi avvolti in un alone di leggenda e misticismo, ma si sa che in fondo ad ogni leggenda o storia che sia c’è sempre un pizzico di verità…

Per la prima puntata, ( per la felicità di un’amica che però preferisce rimanere Anonima)  ho scelto un personaggio vissuto 100 anni fa, che sicuramente avrete già sentito nominare  almeno una volta, ma non tutti sanno i macabri episodi che resero la sua figura leggendaria:   

Grigorij Efimovič Rasputin, più noto come Rasputin “Il Monaco Pazzo” nasce nel  gennaio del 1869 in un villaggio di contadini in Siberia. La sua notorietà deriva dalle misteriose influenze che aveva su parte della famiglia imperiale russa, appartenente alla dinastia dei Romanov.



 Fin da ragazzo dimostrò un'indole fortemente tesa alla spiritualità e al misticismo ossessivo. Nel 1905 approdò alla corte dello zar Nicola II: ma si sospettava che avesse aderito alla setta dei Khlysti, una congregazione clandestina di orgiastici; malgrado la mancanza di istruzione allestì una rete di relazioni di altissimo livello che in breve tempo lo condusse a corte, accompagnato dalla fama dei suoi poteri sciamanici.
Fu proprio grazie alla sua reputazione di guaritore che entrò in contatto con persone vicine alla famiglia imperiale, nella speranza che potesse essere di aiuto per contenere l'inguaribile emofilia di Alessio, il figlio dello zar. Al primo incontro Rasputin riuscì ad ottenere qualche effetto sul piccolo malato, così lo zar e la zarina gli permisero di visitare sempre più spesso la loro riservatissima casa. Secondo una teoria, Rasputin sarebbe riuscito ad interrompere le crisi ematiche di Alessio utilizzando un tipo di ipnosi che rallentava il battito cardiaco del bambino, riducendo in questo modo la pressione del sangue.

Il 12 ottobre 1912 accadde un fatto scientificamente inspiegabile: in quell'occasione, venne ricevuto da Pietrogrado un telegramma della famiglia reale che lo informava di una grave crisi di emofilia dei Alessio ormai in punto di morte, Rasputin si immerse in preghiera per diverse ore nella sua casa in Siberia, cadendo in uno stato di trance. Terminate le preghiere, inviò un telegramma alla famiglia reale in cui assicurava la guarigione del piccolo, cosa che effettivamente avvenne nell'arco di poche ore, dopo giorni di inutili cure mediche.
In seguito alla sua stabilizzazione nella capitale, visto l'enorme ascendente che il contadino aveva sulla zarina, presto attorno a lui si creò una vastissima rete di noti personaggi e politici, che in cambio di incontri con la sovrana erano disposti a soddisfare le richieste che Rasputin faceva loro.
Nelle mani di Rasputin passava  un’enorme quantità di denaro che era spesa in locali notturni e in incontri ai bagni pubblici con donne di ogni classe ed età: numerose sono le leggende circa la sua insaziabile libidine; la stampa pubblicava in continuazione scabrosi racconti di fantasia sulle sue leggendarie notti; ciò accrebbe le dicerie non solo su una sua presunta super dotazione (di cui parleremo in dettaglio dopo), quanto su una improbabile e sempre smentita relazione con la sovrana.

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Rasputin si oppose fermamente all'entrata in guerra della Russia, e pronosticò che avrebbe portato immani catastrofi ai contadini, che sarebbero morti a migliaia. Tuttavia, non  a far cambiare  idea al sovrano,  come sappiamo  le sue previsioni sulla guerra si rivelarono esatte.

Ma la cosa  più affascinante  di questo personaggio è proprio la sua morte che si svolse in un modo unico e incredibile ….
Nel 1916, in piena crisi di governo, alcuni nemici politici di Rasputin organizzarono una congiura al fine di togliere di mezzo il Monaco Pazzo; durante una cena organizzata a casa di uno dei congiuranti, fu messo del cianuro (potentissimo veleno)  nel cibo di Rasputin. Dopo alcune ore però, il monaco dopo aver lamentato solo un piccolo bruciore di stomaco, continuava a ridere e mangiare senza dar cenno di essere stato avvelenato.
A questo punto i congiurati si innervosirono, e decisero di far finire quella recita; le testimonianze a questo punto sono confuse.. uno di loro scese e gli sparò, e fu lasciato a terra apparentemente morto…
Nel frattempo  gli assassini erano nell’altra stanza a discutere su come liberarsi del cadavere, intanto   Rasputin si alzò e tentò la fuga uscendo nel giardino della villa.  Riuscì ad arrivare nei pressi del cancello prima che gli sparassero altre quattro volte. Uno proiettile lo colpì alla spalla e un altro alla testa. Cadde a terra dove continuò a gemere e a strisciare verso il cancello. Uno lo raggiunse e prese a sferrare calci furiosi alla testa del monaco con i robusti stivali finché non smise di muoversi. Non è chiaro se sia stato anche ripetutamente pugnalato e preso a randellate, ma sta di fatto che a quel punto respirava ancora.
Fu avvolto in una coperta pesante, legato con una corda e quindi gettato in uno dei pochi punti non congelati del fiume Neva ….
Il corpo fu recuperato due giorni dopo, ma secondo l’autopsia non vi era traccia di veleno nel suo corpo;  fu riscontrata acqua nei polmoni, il che significa significa che nonostante il veleno, i colpi di pistola e le bastonate, incredibilmente Rasputin fu gettato nell’acqua ancora vivo, e quindi morì annegato… il corpo venne successivamente bruciato e le sue ceneri disperse… 
ecco la foto del corpo.. si nota il buco della pallottola al centro della fronte...  (ATTENZIONE POTREBBE IMPRESSIONARE!)



Solo una parte del suo corpo fu prelevata e conservata in un barattolo… sì proprio quella parte che state pensando!
Il presunto pene di Rasputin  sembra confermare le dicerie della sua super dotazione con la sua lunghezza di 33 cm, è ancora oggi conservato in un museo… segue la foto, giudicate voi...  (ATTENZIONE POTREBBE SCANDALIZZARE!)


Spero vi sia  interessato questo report, se avete delle proposte su altri misteriosi personaggi scrivetelo nei commenti e potrebbero diventare i prossimi protagonisti !! 

-KeepDreamin'-

27 novembre 2010

A Short Story (1) : La Sterlina Scomparsa


Benvenuti! Visto il successo (inaspettato) della mia prima recensione, ho deciso di stringere un po’ i tempi e proporre la mia nuova rubrica:

“A  Short Story”

In cosa consisterà questa rubrica? È semplice: qui pubblicherò i miei racconti brevi che riguarderanno argomenti di vario tipo (horror, mistero, occulto, fantasy, steampunk  e altri). Insomma narrerò piccoli episodi scaturiti nella mia mente malata per trasportarvi in luoghi mai visti, turbarvi o magari strapparvi un sorriso…  
Per la prima puntata vi propongo un racconto scritto ieri notte in tutta fretta, forse influenzato dai “lavori” degli ultimi tempi…



“La Sterlina Scomparsa”



Londra, 1837: la città è in festa per l’incoronazione della Regina Vittoria. Non tutti sono felici dell’avvento di questa nuova sovrana; non sanno che grazie a lei l’Impero raggiungerà un’espansione e una potenza inimmaginabile prima di allora.

Un ragazzo sporco di fuliggine urla a un angolo della strada: «Accorrete Signori e Signore!Il Grande Spettacolo di Magia di Henry! Vedrete cose che non potete neanche immaginare per una sola corona!»
Un grosso signore baffuto si ferma udendo le parole del ragazzo, sembra incuriosito; si avvicina lentamente per dare una sbirciata. Il ragazzo non vuole farselo sfuggire, forse è abbastanza ricco da sganciare qualcosa, meglio rincarare la dose.
«Signore! Sì, dico a lei gentiluomo! Si avvicini non abbia timore!» dice Henry assumendo un aria suadente, facendo roteare il logoro mantello con una mano.
«Che trucco vorrebbe vedere? “Le tre patate d’oro”? O forse preferisce “La sterlina scomparsa” oppure … “La mano di scimmia?”» continua il ragazzo contando i suoi trucchi con le dita.
«In cosa consiste “La sterlina scomparsa”, giovanotto?» chiede il signore, rigirandosi un baffetto tra le dita.
È fatta, pensa Henry, nasconde un sorrisetto facendo un inchino allo stolto che sta per imbrogliare.
«Oh mio Signore è un classico! Le piacerà sicuramente, ma avrò bisogno della sua collaborazione: sicuramente ha con sé almeno una sterlina, vero?» dice il ragazzo tendendo una mano in avanti. Il gentiluomo pare valutare un attimo la situazione, poi incomincia a frugarsi le tasche.
«Ovviamente! Non sono certo un poveraccio!» dice, con una risatina.
E cosa ci fa un ricco signore in una zona meschina come Whitechapel? Si distrae un attimo Henry, ma non è quello il momento per certi pensieri.
Intanto alcuni bambini del quartiere si sono avvicinati per godere dello spettacolo, seguiti da un passante perdigiorno che si ferma proprio dietro al signore, aggiustandosi un cilindro sulla testa.
Estratto un piccolo portamonete di pelle logora, il signore tira fuori una sterlina. Henry tende la mano per ricevere la moneta, ma il signore esita un attimo.
«Bada bene che la rivoglio indietro dopo il trucco!» dice stringendo gli occhi sospettosi, sembra quasi stia cambiando idea, ma la curiosità è forte e lentamente lascia cadere la sterlina in mano al ragazzo.
«Non si preoccupi Signore! Ora osservi attentamente… metto la sterlina qui nella mia mano sinistra… e chiudo il pugno… può giurare che la moneta sia qui, mio gentil Signore?» dice Henry avvicinando il pugno sinistro verso il faccione rosso del signore, attirandone l’attenzione.
«Ma certamente! Dove dovrebbe essere altrimenti?» il signore baffuto tiene gli occhi fissi sulla mano, inchinandosi in avanti per vedere ancora meglio, non vuole farsi imbrogliare: è sicuro di poter smascherare il trucco.
Intanto la mano destra di Henry si muove lesta sotto il mantello, nessuno ci fa caso, l’attenzione è tutta per la mano sinistra.
«Ora invocherò l’antico potere della Gilda dei Maghi e la sterlina scomparirà!» esclama il ragazzo con teatralità, sollevando al cielo il braccio sinistro.
Il signore si alza in punta di piedi per vedere meglio, i bambini attorno trattengono il respiro, il perdigiorno col cilindro, intanto, si allontana velocemente senza farsi notare.
«Ecco, ora per completare la magia ci soffi sopra!» dice Henry avvicinando il pugno alla bocca del signore. Egli senza perder tempo soffia con vigore facendo partire qualche schizzo di saliva.
«La magia… è compiuta!» dice Henry, poi apre lentamente la mano.
I bambini rimangono a bocca aperta vedendo la mano vuota del mago, sul faccione del signore baffuto è stampata un’espressione di puro stupore.
«Non è possibile! Ti ho tenuto d’occhio tutto il tempo! Come diavolo hai fatto, ragazzino?»
«Un mago non rivela mai i suoi trucchi, lo sanno tutti no?» dice Henry, rivolgendosi al piccolo pubblico che subito gli regala un applauso entusiasta.
«Grazie a tutti, molto gentili davvero!» risponde il mago tutt’altro che imbarazzato.
«Sì, sì, ora vediamo di far riapparire la mia sterlina!» dice irritato il signore; il suo faccione si è tinto di rosso, non è riuscito a capire il trucco e ora rivuole indietro la sua moneta per allontanarsi il più presto possibile da quell’umiliazione.
«Non si preoccupi mio Signore! Anche la ricomparsa fa parte del trucco, anche se non fa parte del suo nome…» dice il mago sorridendo all’irritazione del suo spettatore.
«Dopotutto la sterlina è proprio… qui!» con abile mossa Henry rotea la mano destra, ignorata da tutti fino a quel momento. Nel palmo ecco ricomparire la sterlina.
Il signore è sempre più stupito e subito si riprende la moneta osservandola come se fosse appena caduta dal cielo. Un altro scroscio di applausi seguito da inchini del mago.
«Va bene, ragazzo, sei stato in gamba devo dartene atto. Ti devo una corona giusto?» dice il signore, ora con tono umile, dopotutto ha avuto il suo trucco ed è giusto pagare. Incomincia a cercare nelle tasche il portamonete logoro.
«Ma non si disturbi signore, ora che ci penso sono proprio in ritardo, meglio che vada.» dice Henry ritirando le carte e i suoi pochi accessori in un fagotto.
«È stato un bel trucco, ti meriti la tua corona… ma dov'è finito il mio borsellino?»
disse il signore cercando disperatamente «Aspetta un attimo, ragazzo non l’avrai mica…» alza lo sguardo, ma del mago non c’è traccia: attorno a lui ci sono i bambini piegati in due dalle risate.
«Maledetto ladro! » urla il signore guardando a destra e sinistra alla ricerca del ragazzo «Me la pagherai stanne certo! » la faccia ormai paonazza e sudata.

Due isolati più in là, in un vicolo buio e ingombro d’immondizia, un ragazzo è seduto a terra: riprende fiato dopo una lunga corsa; un mantello e un fagotto sono appoggiati accanto a lui.
«Incredibile… “La sterlina scomparsa” funziona sempre… eheh… quanto abbiamo fatto stavolta?» chiede il mago.
«25 sterline e 10 corone, niente male socio!» risponde sorridente un uomo, contando i soldi raccolti nel suo cilindro.           


Se la storia vi è piaciuta o  vorreste vedere un seguito lasciate pure un commentino! Alla prossima puntata e ricordate:


-KeepDreamin'-