13 dicembre 2010

Politica Moderazione Commenti

Purtroppo insieme ai molti visitatori, sono arrivati anche i primi commenti definibili come FLAME ( commenti contenenti insulti gratuiti e/o non inerenti all'argomento del post).
Pertanto ho deciso di attivare la modalità di moderazione commenti come viene fatto in qualsiasi sito/blog/forum che si rispetti, di conseguenza saranno direttamente cancellati i commenti:

- considerati come FLAME (si veda sopra) o atti a creare litigi o discussioni inutili,
- ritenuti offensivi  (bestemmie, insulti razzisti ecc),
- SPAM di qualsiasi tipo,

NON e ripeto NON, verrano cancellati  i commenti che contengono critiche costruttive o valutazioni negative sui post, a patto che non siano ritenuti in conflitto con le regole che ho citato qui sopra.

Se a qualcuno non sta bene che i suoi commenti siano cancellati basta che non entri più in questo blog e il problema si risolve in un attimo, detto ciò, (e sarà la prima e unica volta perché essendo il mio blog nessuno mi obbliga a fornire spiegazioni) vi saluto e mi scuso con le persone che non sono chiamate in causa da questo argomento per avergli fatto perdere del tempo.

See u soon.

11 dicembre 2010

A Short Story (2): "L'uomo"

Ed eccoci alla seconda puntata di questa rubrica dove propongo i miei racconti originali,  questo mi è venuto in mente proprio stamattina mentre mi lavavo i capelli.. non vengono anche a voi le idee più strane sotto la doccia?
Questa volta il racconto si intitola semplicemente :



“L’Uomo”


Robert era sul pullman come ogni giorno; era stata una lunga giornata di lavoro e non vedeva l’ora di tornare a casa. Si sarebbe steso sul divano a guardare la TV e a mangiucchiare qualcosa, per poi sentire se qualche amico aveva voglia di uscire.
Mentre si programmava mentalmente la serata, notò un uomo seduto in fondo: aveva un impermeabile grigio e un cappello anni ’30 sulla testa.
«Ma guarda che tipo - pensò Robert - si crede Al Capone!» E soffocò una risata dietro la mano; ma il sorriso svanì quasi subito, l’uomo lo stava fissando.
Subito distolse lo sguardo scottato. «Non si è accorto di nulla, il pullman è pieno di gente e stava semplicemente guardando a caso nella folla»
Dopo un minuto arrischiò una sbirciata verso l’uomo; si era leggermente abbassato il cappello e non si capiva da che parte stesse guardando. Robert alzò lo sguardo veloce fingendo di leggere un volantino attaccato sul vetro, poi si rigirò di nuovo di spalle.
«Certo che sul pullman s’incontrano sempre dei tipi strani» pensò.
Mancava ancora parecchio a casa sua ma Robert era nervoso perché sapeva che la prossima fermata era quella della stazione. Come aveva previsto tutti si accalcarono verso le uscite.
«Fai che scenda, fai che scenda, fai che scenda» pensava agitato Robert; i suoi occhi scorrevano sui visi delle persone che si affrettavano a scendere per controllare se l’uomo era tra quelle.
L’uomo non scese.
Con angoscia Robert vide che sul pullman erano rimasti solo lui, una vecchina con le borse della spesa e quell’uomo. Si girò di scatto e si diresse verso il posto dietro il guidatore; su qualche giornale aveva letto che è il posto più sicuro.
Dopo qualche minuto il pullman si fermò di nuovo; la vecchina salutò il guidatore e scese, scomparendo nell’oscurità della sera. Robert alzò lo sguardo verso il grosso specchio retrovisore del guidatore. Trattenne a stento un’imprecazione.
L’uomo si era spostato nel posto dietro di lui.
Con una mossa che risultò molto goffa, Robert cercò il pulsante sul palo tentando di non girarsi, poi lo schiacciò con forza: Ding - Fermata prenotata.
Poi si mise davanti alla prima porta, pronto a uscire.
«Non me ne frega, anche se mancano due fermate a casa. Ora scendo e mi allontano il più possibile da quel tizio» pensò Robert. Aveva sentito abbastanza storie di aggressioni sui pullman, da classificare il suo “persecutore” come potenziale serial-killer.
Appena si aprirono le porte, Robert scese e si diresse verso casa con passo veloce. Dopo due isolati, si era rilassato un po’ e stava valutando se passare in edicola a prendere il giornale prima che chiudesse.
Si fermò a guardare le riviste esposte, mentre l’edicolante stava ritirando dei cartelloni pubblicitari. Da dietro l’angolo spuntò l’uomo, Robert lo fissò con gli occhi sbarrati.
Lasciò cadere a terra il giornale e istintivamente si mise a correre, l’edicolante lo guardò stupito.
«Hey lei! Si fermi un attimo!» disse l’uomo alle sue spalle.
«Non ci penso neanche!» rispose Robert e accelerò il passo. Era a soli cinque minuti da casa, poteva farcela; mentre girava a destra, diede uno sguardo e vide che l’uomo lo aveva quasi raggiunto. Era rapidissimo.
Ormai terrorizzato, Robert correva all’impazzata. Arrivato a un incrocio, attraversò col giallo e girandosi vide con soddisfazione che l’uomo era rimasto bloccato dall’altra parte, dietro alla fila di macchine in movimento.
«Che fortuna! È il momento giusto!» pensò speranzoso. Rapidamente s’infilò in un vicolo che sbucava proprio vicino a casa sua. Arrivato al portone, le mani gli tremavano e gli caddero le chiavi a terra.
«Stai calmo dannazione!» si disse da solo.
Riuscì a infilare le chiavi, salì di corsa tre piani di scale e si chiuse subito a chiave in casa.
«Chiamo la polizia? No… mi prenderebbero per paranoico» pensò mentre si asciugava il sudore dalla fronte, era seduto a terra appoggiato alla porta e aveva il fiatone.
Toc Toc.  
Robert s’irrigidì e rimase paralizzato a terra. Non poteva essere lui.
Toc Toc. 
Trovò la forza di alzarsi, forse era un amico venuto a trovarlo. Bastava guardare dallo spioncino per scoprirlo.
«Merda!» gli sfuggi dalla bocca senza che se ne accorgesse. L’uomo era in piedi davanti alla sua porta.
«Signore l’ho sentita, può aprire la porta?» disse l’uomo pacatamente.
«Chi diavolo è lei?» urlò Robert, con l’occhio incollato allo spioncino.
«Sono Alfred Stare, ho una cosa che le appartiene»
«Di che parla? Perché mi stava seguendo?»
«Ho tentato di dirglielo all’edicola, ma lei è scappato come un lampo. Sul pullman le è caduto questo... » disse l’uomo e dalla tasca dell’impermeabile tiro fuori un portafoglio di pelle marrone.
«Che cosa?» pensò Robert, le mani corsero subito alla giacca «È vero il mio non c’è più»
«Lei me l’ha rubato» disse Robert con voce acuta, non poteva fidarsi di quell’uomo sconosciuto.
«Non sia ridicolo, guardi - e aprì il portafoglio in direzione dello spioncino - ci sono tutti i suoi soldi! E poi se l’avessi rubato che senso avrebbe venire a riportarglielo?» disse l’uomo con fare tranquillo.
Robert era confuso, i soldi c’erano tutti e l’uomo sembrava sincero.
Aprì la porta senza levare la catenella di sicurezza.
«E come faceva a sapere dove abito allora?» chiese ancora.
L’uomo si levò il cappello, era un uomo sulla cinquantina con le rughe intono agli occhi che s’incresparono quando sorrise, il suo sguardo ora tutt’altro che spaventoso senza il cappello.
«Mi è bastato guardare sulla carta della biblioteca, c’è scritto l’indirizzo… e al portinaio ho chiesto a che piano abitava» disse l’uomo.
«Oh capisco» disse Robert, era diventato rosso per la vergogna e si sentiva molto stupido «Io pensavo che… Beh, lasciamo perdere è stato davvero molto gentile»
«Si figuri, mi sono sentito in dovere. Ecco il suo portafogli» e allungo la mano verso la fessura della porta.
Subito Robert tolse la catenella e prese il portafogli. Diede una rapida occhiata dentro: non mancava nulla. Aveva preso quel giorno la busta paga e sarebbe stata dura perdere lo stipendio del mese. Provò gratitudine per quell’uomo.
«Cosa posso fare per sdebitarmi?» disse  Robert aspettandosi un “Niente si figuri” come risposta.
«Un bicchiere d’acqua. Sa la corsa è stata lunga… solo un bicchiere d’acqua» disse l’uomo sorridendo.
«Ah ok... certo… si accomodi, glielo porto subito» disse Robert lasciando entrare l’uomo. Si diresse in cucina e prese un bicchiere pulito. Tutta la tensione ora era calata e aveva voglia di ridere.
«Che idiota a pensare che quell’uomo così gentile potesse essere un pazzo serial-killer…» pensava Robert mentre riempiva il bicchiere, poi vide un riflesso sul vetro della credenza. Si voltò di scatto.
In un attimo l’uomo gli fu addosso e con un colpo veloce e preciso gli tagliò la gola.
Robert cadde a terra tentando inutilmente di fermare l’emorragia con le mani, ma era già in un bagno di sangue. Dopo pochi secondi la testa gli scivolò di lato, gli occhi fissi nel vuoto.
L’uomo si rimise il cappello e fissò il corpo ancora caldo di Robert.
«Mai fidarsi degli sconosciuti» disse con una tetra risata.
 Richiuse la porta dietro di sé e se ne andò. 



spero che questo racconto vi sia piaciuto e vi propongo un giochino per la prossima puntata: 
scrivete nei commenti una frase di al massimo due righe, io sceglierò la più interessante e creerò un racconto partendo dal vostro spunto... potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante...

PS. Votate nel sondaggio sui FILM più attesi del 2011, lo trovate proprio qui sulla destra!
-KeepDreamin'-


4 dicembre 2010

Creepy Guys (1) : Rasputin "il Monaco Pazzo"


Dopo: “A Short Story” che ho proposto la volta scorsa ( e a quanto pare è stata apprezzata) , oggi vi presento un’altra rubrica che apparirà spesso sul mio blog: 

“Creepy Guys”

( creepy è il mio aggettivo inglese preferito, letteralmente vuol dire “che fa accapponare la pelle”o "che fa venire i brividi").
In questa rubrica vi presenterò la vita e le opere (non letterarie tranquilli) dei personaggi più strani e misteriosi in cui mi è capitato di imbattermi nel corso dei miei vagabondaggi nel web; saranno tutti personaggi avvolti in un alone di leggenda e misticismo, ma si sa che in fondo ad ogni leggenda o storia che sia c’è sempre un pizzico di verità…

Per la prima puntata, ( per la felicità di un’amica che però preferisce rimanere Anonima)  ho scelto un personaggio vissuto 100 anni fa, che sicuramente avrete già sentito nominare  almeno una volta, ma non tutti sanno i macabri episodi che resero la sua figura leggendaria:   

Grigorij Efimovič Rasputin, più noto come Rasputin “Il Monaco Pazzo” nasce nel  gennaio del 1869 in un villaggio di contadini in Siberia. La sua notorietà deriva dalle misteriose influenze che aveva su parte della famiglia imperiale russa, appartenente alla dinastia dei Romanov.



 Fin da ragazzo dimostrò un'indole fortemente tesa alla spiritualità e al misticismo ossessivo. Nel 1905 approdò alla corte dello zar Nicola II: ma si sospettava che avesse aderito alla setta dei Khlysti, una congregazione clandestina di orgiastici; malgrado la mancanza di istruzione allestì una rete di relazioni di altissimo livello che in breve tempo lo condusse a corte, accompagnato dalla fama dei suoi poteri sciamanici.
Fu proprio grazie alla sua reputazione di guaritore che entrò in contatto con persone vicine alla famiglia imperiale, nella speranza che potesse essere di aiuto per contenere l'inguaribile emofilia di Alessio, il figlio dello zar. Al primo incontro Rasputin riuscì ad ottenere qualche effetto sul piccolo malato, così lo zar e la zarina gli permisero di visitare sempre più spesso la loro riservatissima casa. Secondo una teoria, Rasputin sarebbe riuscito ad interrompere le crisi ematiche di Alessio utilizzando un tipo di ipnosi che rallentava il battito cardiaco del bambino, riducendo in questo modo la pressione del sangue.

Il 12 ottobre 1912 accadde un fatto scientificamente inspiegabile: in quell'occasione, venne ricevuto da Pietrogrado un telegramma della famiglia reale che lo informava di una grave crisi di emofilia dei Alessio ormai in punto di morte, Rasputin si immerse in preghiera per diverse ore nella sua casa in Siberia, cadendo in uno stato di trance. Terminate le preghiere, inviò un telegramma alla famiglia reale in cui assicurava la guarigione del piccolo, cosa che effettivamente avvenne nell'arco di poche ore, dopo giorni di inutili cure mediche.
In seguito alla sua stabilizzazione nella capitale, visto l'enorme ascendente che il contadino aveva sulla zarina, presto attorno a lui si creò una vastissima rete di noti personaggi e politici, che in cambio di incontri con la sovrana erano disposti a soddisfare le richieste che Rasputin faceva loro.
Nelle mani di Rasputin passava  un’enorme quantità di denaro che era spesa in locali notturni e in incontri ai bagni pubblici con donne di ogni classe ed età: numerose sono le leggende circa la sua insaziabile libidine; la stampa pubblicava in continuazione scabrosi racconti di fantasia sulle sue leggendarie notti; ciò accrebbe le dicerie non solo su una sua presunta super dotazione (di cui parleremo in dettaglio dopo), quanto su una improbabile e sempre smentita relazione con la sovrana.

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Rasputin si oppose fermamente all'entrata in guerra della Russia, e pronosticò che avrebbe portato immani catastrofi ai contadini, che sarebbero morti a migliaia. Tuttavia, non  a far cambiare  idea al sovrano,  come sappiamo  le sue previsioni sulla guerra si rivelarono esatte.

Ma la cosa  più affascinante  di questo personaggio è proprio la sua morte che si svolse in un modo unico e incredibile ….
Nel 1916, in piena crisi di governo, alcuni nemici politici di Rasputin organizzarono una congiura al fine di togliere di mezzo il Monaco Pazzo; durante una cena organizzata a casa di uno dei congiuranti, fu messo del cianuro (potentissimo veleno)  nel cibo di Rasputin. Dopo alcune ore però, il monaco dopo aver lamentato solo un piccolo bruciore di stomaco, continuava a ridere e mangiare senza dar cenno di essere stato avvelenato.
A questo punto i congiurati si innervosirono, e decisero di far finire quella recita; le testimonianze a questo punto sono confuse.. uno di loro scese e gli sparò, e fu lasciato a terra apparentemente morto…
Nel frattempo  gli assassini erano nell’altra stanza a discutere su come liberarsi del cadavere, intanto   Rasputin si alzò e tentò la fuga uscendo nel giardino della villa.  Riuscì ad arrivare nei pressi del cancello prima che gli sparassero altre quattro volte. Uno proiettile lo colpì alla spalla e un altro alla testa. Cadde a terra dove continuò a gemere e a strisciare verso il cancello. Uno lo raggiunse e prese a sferrare calci furiosi alla testa del monaco con i robusti stivali finché non smise di muoversi. Non è chiaro se sia stato anche ripetutamente pugnalato e preso a randellate, ma sta di fatto che a quel punto respirava ancora.
Fu avvolto in una coperta pesante, legato con una corda e quindi gettato in uno dei pochi punti non congelati del fiume Neva ….
Il corpo fu recuperato due giorni dopo, ma secondo l’autopsia non vi era traccia di veleno nel suo corpo;  fu riscontrata acqua nei polmoni, il che significa significa che nonostante il veleno, i colpi di pistola e le bastonate, incredibilmente Rasputin fu gettato nell’acqua ancora vivo, e quindi morì annegato… il corpo venne successivamente bruciato e le sue ceneri disperse… 
ecco la foto del corpo.. si nota il buco della pallottola al centro della fronte...  (ATTENZIONE POTREBBE IMPRESSIONARE!)



Solo una parte del suo corpo fu prelevata e conservata in un barattolo… sì proprio quella parte che state pensando!
Il presunto pene di Rasputin  sembra confermare le dicerie della sua super dotazione con la sua lunghezza di 33 cm, è ancora oggi conservato in un museo… segue la foto, giudicate voi...  (ATTENZIONE POTREBBE SCANDALIZZARE!)


Spero vi sia  interessato questo report, se avete delle proposte su altri misteriosi personaggi scrivetelo nei commenti e potrebbero diventare i prossimi protagonisti !! 

-KeepDreamin'-

27 novembre 2010

A Short Story (1) : La Sterlina Scomparsa


Benvenuti! Visto il successo (inaspettato) della mia prima recensione, ho deciso di stringere un po’ i tempi e proporre la mia nuova rubrica:

“A  Short Story”

In cosa consisterà questa rubrica? È semplice: qui pubblicherò i miei racconti brevi che riguarderanno argomenti di vario tipo (horror, mistero, occulto, fantasy, steampunk  e altri). Insomma narrerò piccoli episodi scaturiti nella mia mente malata per trasportarvi in luoghi mai visti, turbarvi o magari strapparvi un sorriso…  
Per la prima puntata vi propongo un racconto scritto ieri notte in tutta fretta, forse influenzato dai “lavori” degli ultimi tempi…



“La Sterlina Scomparsa”



Londra, 1837: la città è in festa per l’incoronazione della Regina Vittoria. Non tutti sono felici dell’avvento di questa nuova sovrana; non sanno che grazie a lei l’Impero raggiungerà un’espansione e una potenza inimmaginabile prima di allora.

Un ragazzo sporco di fuliggine urla a un angolo della strada: «Accorrete Signori e Signore!Il Grande Spettacolo di Magia di Henry! Vedrete cose che non potete neanche immaginare per una sola corona!»
Un grosso signore baffuto si ferma udendo le parole del ragazzo, sembra incuriosito; si avvicina lentamente per dare una sbirciata. Il ragazzo non vuole farselo sfuggire, forse è abbastanza ricco da sganciare qualcosa, meglio rincarare la dose.
«Signore! Sì, dico a lei gentiluomo! Si avvicini non abbia timore!» dice Henry assumendo un aria suadente, facendo roteare il logoro mantello con una mano.
«Che trucco vorrebbe vedere? “Le tre patate d’oro”? O forse preferisce “La sterlina scomparsa” oppure … “La mano di scimmia?”» continua il ragazzo contando i suoi trucchi con le dita.
«In cosa consiste “La sterlina scomparsa”, giovanotto?» chiede il signore, rigirandosi un baffetto tra le dita.
È fatta, pensa Henry, nasconde un sorrisetto facendo un inchino allo stolto che sta per imbrogliare.
«Oh mio Signore è un classico! Le piacerà sicuramente, ma avrò bisogno della sua collaborazione: sicuramente ha con sé almeno una sterlina, vero?» dice il ragazzo tendendo una mano in avanti. Il gentiluomo pare valutare un attimo la situazione, poi incomincia a frugarsi le tasche.
«Ovviamente! Non sono certo un poveraccio!» dice, con una risatina.
E cosa ci fa un ricco signore in una zona meschina come Whitechapel? Si distrae un attimo Henry, ma non è quello il momento per certi pensieri.
Intanto alcuni bambini del quartiere si sono avvicinati per godere dello spettacolo, seguiti da un passante perdigiorno che si ferma proprio dietro al signore, aggiustandosi un cilindro sulla testa.
Estratto un piccolo portamonete di pelle logora, il signore tira fuori una sterlina. Henry tende la mano per ricevere la moneta, ma il signore esita un attimo.
«Bada bene che la rivoglio indietro dopo il trucco!» dice stringendo gli occhi sospettosi, sembra quasi stia cambiando idea, ma la curiosità è forte e lentamente lascia cadere la sterlina in mano al ragazzo.
«Non si preoccupi Signore! Ora osservi attentamente… metto la sterlina qui nella mia mano sinistra… e chiudo il pugno… può giurare che la moneta sia qui, mio gentil Signore?» dice Henry avvicinando il pugno sinistro verso il faccione rosso del signore, attirandone l’attenzione.
«Ma certamente! Dove dovrebbe essere altrimenti?» il signore baffuto tiene gli occhi fissi sulla mano, inchinandosi in avanti per vedere ancora meglio, non vuole farsi imbrogliare: è sicuro di poter smascherare il trucco.
Intanto la mano destra di Henry si muove lesta sotto il mantello, nessuno ci fa caso, l’attenzione è tutta per la mano sinistra.
«Ora invocherò l’antico potere della Gilda dei Maghi e la sterlina scomparirà!» esclama il ragazzo con teatralità, sollevando al cielo il braccio sinistro.
Il signore si alza in punta di piedi per vedere meglio, i bambini attorno trattengono il respiro, il perdigiorno col cilindro, intanto, si allontana velocemente senza farsi notare.
«Ecco, ora per completare la magia ci soffi sopra!» dice Henry avvicinando il pugno alla bocca del signore. Egli senza perder tempo soffia con vigore facendo partire qualche schizzo di saliva.
«La magia… è compiuta!» dice Henry, poi apre lentamente la mano.
I bambini rimangono a bocca aperta vedendo la mano vuota del mago, sul faccione del signore baffuto è stampata un’espressione di puro stupore.
«Non è possibile! Ti ho tenuto d’occhio tutto il tempo! Come diavolo hai fatto, ragazzino?»
«Un mago non rivela mai i suoi trucchi, lo sanno tutti no?» dice Henry, rivolgendosi al piccolo pubblico che subito gli regala un applauso entusiasta.
«Grazie a tutti, molto gentili davvero!» risponde il mago tutt’altro che imbarazzato.
«Sì, sì, ora vediamo di far riapparire la mia sterlina!» dice irritato il signore; il suo faccione si è tinto di rosso, non è riuscito a capire il trucco e ora rivuole indietro la sua moneta per allontanarsi il più presto possibile da quell’umiliazione.
«Non si preoccupi mio Signore! Anche la ricomparsa fa parte del trucco, anche se non fa parte del suo nome…» dice il mago sorridendo all’irritazione del suo spettatore.
«Dopotutto la sterlina è proprio… qui!» con abile mossa Henry rotea la mano destra, ignorata da tutti fino a quel momento. Nel palmo ecco ricomparire la sterlina.
Il signore è sempre più stupito e subito si riprende la moneta osservandola come se fosse appena caduta dal cielo. Un altro scroscio di applausi seguito da inchini del mago.
«Va bene, ragazzo, sei stato in gamba devo dartene atto. Ti devo una corona giusto?» dice il signore, ora con tono umile, dopotutto ha avuto il suo trucco ed è giusto pagare. Incomincia a cercare nelle tasche il portamonete logoro.
«Ma non si disturbi signore, ora che ci penso sono proprio in ritardo, meglio che vada.» dice Henry ritirando le carte e i suoi pochi accessori in un fagotto.
«È stato un bel trucco, ti meriti la tua corona… ma dov'è finito il mio borsellino?»
disse il signore cercando disperatamente «Aspetta un attimo, ragazzo non l’avrai mica…» alza lo sguardo, ma del mago non c’è traccia: attorno a lui ci sono i bambini piegati in due dalle risate.
«Maledetto ladro! » urla il signore guardando a destra e sinistra alla ricerca del ragazzo «Me la pagherai stanne certo! » la faccia ormai paonazza e sudata.

Due isolati più in là, in un vicolo buio e ingombro d’immondizia, un ragazzo è seduto a terra: riprende fiato dopo una lunga corsa; un mantello e un fagotto sono appoggiati accanto a lui.
«Incredibile… “La sterlina scomparsa” funziona sempre… eheh… quanto abbiamo fatto stavolta?» chiede il mago.
«25 sterline e 10 corone, niente male socio!» risponde sorridente un uomo, contando i soldi raccolti nel suo cilindro.           


Se la storia vi è piaciuta o  vorreste vedere un seguito lasciate pure un commentino! Alla prossima puntata e ricordate:


-KeepDreamin'- 

 

21 novembre 2010

Harry Potter and The Deathly Hollows: un commento a caldo

Ed eccomi per il primo vero post di questo neonato blog, per primo argomento ho scelto una recensione al film del mago inglese più amato al mondo... Harry Potter, naturalmente...
Da ormai parecchi anni arrivo a vedere i film di HP con molti dubbi e paure, la serie di libri capolavoro sembrano davvere difficili da rendere nel modo più giusto ( a volte anche solo in modo accettabile)  per i grandi registi di tutto il mondo che si sono avvincendati alla regia della serie.... Allora mi chiedo come mai in film come nel Signore degli Anelli la trasposizione dal libro sia stata fatta in modo praticamente perfetto nonostante il materiale da trattare fosse molto, ma molto, più ampio  ( ma si sa, di Peter Jackson ne esiste solo uno e, per fortuna, ora è occupato con Lo Hobbit).  
Dopo aver viste alcune scelte direttive di David Yates ( regista di HP 5,6 e 7) nei precedenti film inorridisco e non oso pensare alla mia reazioni nei panni di J.K. Rowling nel vedere una Ginny che lega le scarpe a Harry come un elfo domestico sevizievole.

Ma chiudiamo questa parentesi per parlare del nuovo film, visto ieri pomeriggio nel buon vecchio cinema di Venaria... nonostante l'orda di ragazzini urlanti ( tra cui 30 del mio oratorio ) .. è stato difficile concentrarsi al massimo sul film in alcuni momenti, specialmente quando partivano fastidiosi applausi in mezzo alle scene!!!

Riassumo per prima cosa i punti negativi del film:

1.La prima lacuna "grave" la trovo nella visita del Ministro Scrimgeour alla Tana:  non si vede  la volontà del ministero di utilizzare Harry  come mascotte, non si vedono i sospetti contro Silente e l'accurata indagine per i suoi ultimi lasciti e non si vede la reazione di Harry Ron e Hermione che decidono di essere gli "uomini di Silente" fino alla fine...  Magari nn sono eventi basilari della trama, ma si perde decisamnte la caratterizzazione dei personaggi.

2. Temevo da tempo che la parte in cui  i protagonisti viaggiano in tenda sarebbe stata resa male nel film... e così è stato:  resa lenta e macchinosa con dialoghi piatti e vaghi ... per non parlare di scene aggiunte e inutili( vedi Hermione quasi scoperta dai Germidori), se non addiritura patetiche e svianti ( Harry invita a ballare Hermione... vabbè facciamo finta di non averla vista..)       

3. Le scene finite con il silenzio: ho nontato parecchie scene che dovevano contenre spiegazioni che invece di essere  magari riaussunte o riadattate sono state sostituite da SILENZIO!  telecamera che si allontana dai protagonisti, musica assente  e scena che sfuma su un'altra....  devo dire che questa scelta mi ha lasciato non poco perplesso.. inoltre sono andate ad aumentare il senso di lentezza che si era creato nella parte centrale del film.
4. Relazione e Dubbi Harry- Silente assenti: la seconda grave lacuna la individuo ( come accennato nel punto 1)  quando vedo che  tutti i dubbi e i pensieri di Harry sul suo grande modello di sempre sono, non solo scomparsi, ma nenache minimamente accennati   ( Yates credeva che 1 solo sguardo triste di Harry al matrimonio dai Weasley  potesse riassumere tutto??)  cosa che rivela la sottotrama più importante di questo libro fino al capitolo dove Harry decide di fidarsi di Silente fino all'ultimo ( dopo la morte di Dobby)
5. Grindelwald questo sconociuto: il suo personaggio, sebbene secondario era molto importante nella trama del libro viene illustrato in modo davvero troppo vago,  la sua presenza nel libro della Skeeter su Silente non viene neanche spiegata minimamente... non riesco davvero a capire come potrebbe fare una persona che ( per sua sfortuna) non ha letto il libro  a comprendere cosa centri la sua foto con Silente..

6. Idiozie varie:  tra le molte che sicuramente, in questa prima  visione, mi sono sfuggite ( ma che sicuramente prima o poi noterò!)  c'è n è stata una praticamente fastidiosa:  dopo che Xenophilus Lovegood denuncia la presenza di Harry a casa sua i ragazzi si trovano davanti a dei tranquilli Ghermidori che , dopo 2 o 3 battutine da serie B , si decidono a inseguirli... di corsa!! avete notato la cavolata immensa ?  No problem.. ve la svelo io:  perchè correre per 3 minuti nel bosco c e farsi prendere al lazo come vitelli del west quando in altre 3-4 scene dello stesso film  è bastato un microsecondo per Smaterializzarsi e fuggire??    Semplice: nel libro  Harry,Ron e Hermione semplicemente venivano circondati di sorpresa e subito disarmati con nessuna possibilità di fuga!
Potrei sembrare pignolo su questo punto ma è stata una cosa che mi ha dato veramente fastidio.

 Altra scena  fatta molto male è l'arrivo nella prigione di villa Malfoy:  ecco che spuntano 2  sconosciuti : ma chi sono?? Yates non ce lo rivela  ( ma tranquilli sono Unci-Unci e Ollivander) ma nel film non ci sn ulteriori spiegazioni ... 

7. ( tranquilli sono quasi finiti ) Battute nei momenti tragici: il film dai toni molto Dark, perde tutta la sua drammaticità con battutine stupide messe in bocca ai personaggi in momenti descritti in modo drammatico nel libro... per no parlare dell'effetto che creano nella scena:  il senso di lentezza viene ancora aumentato e si spezza tutta la suspense dell'azione in corso.
Un esempio su tutti (molti non saranno d'accordo con me ) nella scena della fuga da Villa Malfoy: nel libro tutto avviene in pochi secondi, il momento è disperato e pericoloso non c'è quasi il tempo per ragionare, la smaterializzazione avviene appena è possibile (come dovrebbe avvenire in una qualsiasi fuga realistica)..
nel film invece tutti si fermano per scambiare qualche battuta ad effetto  tra tutte il discorsetto di Dobby ( per carità belle parole, ma non nel momento adatto!!!) infatti Bellatrix avrebbe avuto tutto il tempo di saltargli addoso invece di guardarlo a bocca aperta!!
8. Colonna sonora assente o insufficiente: scompare in molti momenti del film quando forse avrebbe animato alcune scene di solo dialogo che in questo modo risultano piatte e prive di pathos

Questi a grandi linee sono i punti negativi che in questo momenti mi vengono in mente, naturalmente nel pesiero di  fan accaniti dei LIBRI di HP...
I punti positivi invece possono essere:

1- I momenti d'azione:  i momenti di "punta" del film sono stati resi bene, ovviamente anche qui ci sono stati dei tagli o leggeri cambiamenti ( vedi Edvige) ma  che si posso dire accettabili e in alcuni casi aggiungono un pizzico di azione che risulta gradita  ( scena nell tunnel con la moto di Hagrid)

2. Il tono dark e maturo dell'intera storia è stato in generale reso bene: la maggior parte  delle scene ha toni cupi e scuri ad indicare l'angoscia e l'oscurità in cui  è caduto il mondo di HP, bella la scena iniziale con l'uccisione della professoressa di Babbanologia, bella la scena del cimitero e grandissima resa nella parte di Bathilda Bath (potrebbe farsi uno spin-off degno di Saw o Krueger)
   
3. Il racconto dei Doni della Morte:  forse la parte più affascinante del film ( lo ammetto i primi 3 secondi ero perplesso, ma mi sono subito ricreduto) reso con una bellissimo corto d'animazione che ricorda lo stile di Tim Burton. Bella la figura della morta e come crea i suoi doni, fantastica la parte finale in cui spiega le ali e porta con sé il vecchio Ignotus...  ( unica pecca: manca una musica di sottofondo che avrebbe creato ancora più misticità e atmosfera)
  4. Voldemort :  interpretato magistralmente da Fiennes, appare proprio come nel libro ; eliminata la sua apparizione a Godric Hollow's ( altro taglio "brutto") si riprende tutta la sua importanza appropiandosi del finale che carica d'adrenalina gli spettatori..    


Direi che ci sono molte cose di cui no ho parlato perchè mi sono reco conto di quanto mi sono già dilungato!! ( ma quando si parla di HP per mai non è mai abbastanza..)
In generale il mio voto al film dopo la prima visione  è 7 ( sì e non per fare un gioco di parole)  nonostante i molti difetti che ho elencato mi è piaciuto abbastanza e sicuramente ha risollevato le sorti dopo il deludente "Principe Mezzosangue"
... Ora non ci resta attendere Luglio per vedere se le 2 ore e mezza a disposizione di Yates siano bastate per essere il più fedeli possibile al finale di questa saga unica che ci ha fatto sognare per  praticamente 10 anni...

Per i pochi che sono coraggiosamente giunti alla fine di questo post.. GRAZIE eeee

-KeepDreamin'-

11 novembre 2010

A New Beginning...

Ed eccomi qui, in una notte di novembre qualsiasi, che creo un nuovo blog. 
Non ho idea di che cosa scriverò in questo piccolo spazio. 
Probabilmente scriverò solo una marea di cazzate, o forse parlerò di cose che non interessano a nessuno, ma non m'importa. A volte già solo lo scrivere quella cosa che ti ronza in testa può servire a farti star meglio; è proprio questo il motivo per cui ho voluto creare questo blog: metterò per iscritto quel dannato ronzio.
Potrebbe anche uscirne qualcosa di interessante dopotutto...

                                                                      -KeepDreamin'-